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Certificazione

Certificazione di prodotto

Che cosa certifichiamo

Percorsi di certificazione che seguiamo

Parta dal mercato di destinazione o da ciò che produce. Ogni percorso qui sotto è una pagina che spiega lo schema, i documenti e i tempi prima che si impegni.

Per mercato

Per gruppo di prodotti

Per norma

Certificare un prodotto significa dimostrare che rispetta le regole del paese di destinazione, nella forma che quel paese richiede. È la forma a cambiare molto più dei requisiti tecnici. Dentro l'Unione Europea la conformità la dichiara lei e il fascicolo resta a lei. Nell'Unione Economica Eurasiatica il certificato lo rilascia un organismo registrato e il richiedente deve avere sede lì. Nel Golfo un organismo designato valuta il modello o la singola spedizione. Il primo passo, quindi, non è mai una prova di laboratorio: è capire quale di questi regimi si applica.

Dichiarazione, certificato e omologazione sono tre cose diverse

Nel parlato diventano tutte "certificazione", ma si distinguono bene. La dichiarazione di conformità la redige e la firma il fabbricante, sulla base di un fascicolo tecnico che conserva. Il certificato lo rilascia una parte terza dopo aver esaminato la documentazione e, quasi sempre, lo stabilimento. L'omologazione è un provvedimento dell'autorità che autorizza uno specifico modello ad entrare nel mercato.

Confonderle porta a pianificare male: per una dichiarazione serve soprattutto tempo per la documentazione, per un certificato la disponibilità di un organismo accreditato proprio per quel prodotto, per un'omologazione in più la pazienza verso un'autorità i cui tempi non si comprimono.

Conta l'accreditamento, non la notorietà del laboratorio

L'accreditamento vale per norma e per laboratorio, mai in generale. Un laboratorio accreditato per una norma di prodotto non è automaticamente abilitato per un'altra, e un rapporto tecnicamente ineccepibile ma fuori dallo scopo viene respinto senza entrare nel merito.

È l'errore costoso più comune del settore e arriva presto: si prenota una prova perché il laboratorio è noto e si scopre dopo che l'autorità di destinazione non riconosce il documento. Il campo di applicazione va verificato prima che il campione parta.

Dove il rappresentante locale è obbligatorio

Diversi regimi non rilasciano nulla a un fabbricante estero. L'Unione Economica Eurasiatica richiede un richiedente registrato in uno stato membro. Il Brasile richiede una società con CNPJ. Unione Europea e Regno Unito richiedono ciascuno un operatore economico stabilito sul posto e indicato nella documentazione.

Sono ruoli giuridici con obblighi reali, non caselle postali. Attribuirli all'importatore lega il certificato a un rapporto commerciale: se finisce, il documento va rifatto.

Più mercati si pianificano insieme, non in fila

Molti regimi rimandano alle stesse norme IEC o ISO. Dove accade, una sola campagna di prove sostiene più presentazioni e il risparmio è consistente. Si ottiene però solo se le evidenze vengono pianificate prima della prima prenotazione.

Un secondo mercato aggiunto su prove già chiuse quasi mai ci arriva: manca una misura, un rapporto non è nella lingua richiesta, o l'organismo non era accreditato per il secondo campo.

Quale documento vale dove

MercatoDocumento tipicoServe un soggetto locale
Unione EuropeaDichiarazione UE di conformità, marcatura CESì, importatore o mandatario
Regno UnitoDichiarazione UKCASì, stabilito in Gran Bretagna
Unione Economica EurasiaticaCertificato o dichiarazione EACSì, richiedente in uno stato membro
Paesi del GolfoG-Mark, ECAS, SASO secondo il paeseDi norma tramite l'importatore
BrasileCertificato INMETROSì, società con CNPJ

Audit in stabilimento e regimi di registrazione sono le voci che trasformano settimane in mesi. Entrambe sono già visibili in fase di analisi preliminare e nessuna delle due si comprime dopo.

Che cosa serve a lei e che cosa facciamo noi

Tutto a sinistra va raccolto prima di iniziare. Tutto a destra è nostro. Ci mandi quello che ha e le diciamo che cosa manca.

Durata tipica

  • Da 3 settimane a 9 mesi secondo il mercato

In continuo

  • Sorveglianza e rinnovo del documento

La richiamiamo entro un giorno lavorativo. Senza impegno.

L'analisi preliminare è gratuita

La richiamiamo

Rispettiamo il suo tempo e la sua privacy. Il suo numero è usato per questa chiamata e per nient'altro.

Domande frequenti

La marcatura CE basta per esportare fuori dall'Europa?

No. La marcatura CE vale nello Spazio Economico Europeo. Fuori aiuta indirettamente, perché i rapporti di prova che la sostengono richiamano spesso le stesse norme IEC a cui rimandano altri regimi. Il documento però viene rilasciato nel paese di destinazione, non in Europa.

Chi risponde se la classificazione era sbagliata?

Giuridicamente il fabbricante o l'operatore economico indicato, non il laboratorio. Per questo la classificazione è lavoro di consulenza e non un sottoprodotto della prova. Sul percorso che consigliamo il rischio regolatorio lo condividiamo noi.

Quanto dura un certificato?

Dipende dal regime e dallo schema scelto. Una certificazione EAC di serie dura di norma da uno a cinque anni e richiede sorveglianza annuale. Una dichiarazione UE di conformità non ha scadenza, ma va rivista appena cambiano il prodotto o la norma armonizzata.

Possiamo partire dai rapporti di prova che abbiamo?

Spesso sì. Conta se l'accreditamento del laboratorio è riconosciuto nel mercato di destinazione e se la prova è stata fatta contro la versione della norma che lì si applica. Ci mandi i rapporti e le diciamo che cosa si riusa e che cosa va rifatto.

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Ci dica che cosa esporta

Mandi nome del prodotto, codice HS e dati tecnici. Riceve il percorso applicabile, l'elenco dei documenti e i tempi, prima di qualsiasi impegno.

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